Anni fa erano i picchiaduro, i run and gun e i vari hack and slash a scorrimento a spopolare: classici arcade quali la saga di Metal slug, Double Dragon, Puzzle Bubble; hanno fatto la storia del videogioco. Le partite erano fini a se stesse; giocavi fin quando morivi o finivi il gioco e tutti conoscevano l’amico dell’amico che aveva finito il gioco del momento con 1 solo gettone.

Con l’avvento delle console in casa, la storia ha cominciato a cambiare: la possibilità di giocare al tuo gioco preferito tra le mura domestiche offriva comodità inaspettate.

Ma c’era un però:

il costo dei giochi andava oltre ogni immaginazione, o semplicemente oltre la capienza del portafogli. Quindi per giocare a Street Fighter bisognava comunque armarsi di gettoni o di un sacchetto di 200 lire, andare alla sala giochi del paese e far vedere i sorci verdi a tutti: io ero uno di quelli che vedeva i sorci verdi, sempre.

Il susseguirsi di console con grafica sempre migliore, costo più contenuto e soprattutto, grazie principalmente a Playstation, la possibilità di divertirsi con giochi copiati e quindi a prezzi veramente contenuti, se non il solo costo del disco, davano la possibilità a tutti di avere tra le mani l’ultimo titolo del momento e garantirsi ore di divertimento.

Tutto a scapito delle sale giochi, dove giocare multiplayer voleva dire trovare un amico, che era sempre il Player 2 e confrontarsi faccia a faccia, senza tempi d’attesa nella Lobby o darsi appuntamento tramite Telegram. Lo so, sono un nostalgico, ma preferivo quell’ambiente che ora non esiste quasi più: al giorno d’oggi le sale che frequentavo sono chiuse oramai da anni e, cosa ancora più brutta ora le nuove sale giochi hanno cambiato “destinazione d’uso”; sono intese come sale slot e videolottery.

Il gioco arcade è diventato gioco d’azzardo e il gioco in multiplayer è diventato vincere i soldi degli altri. Peccato.

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