Prima di iniziare:
Ho visto le vostre opinioni sulla “recensione” di Shadow of The Colossus, e non sono tutte state positive. Alcuni dicono che ci sono troppe parolacce e altri che non spiego bene il gioco. E avete ragione.
Basta con tutte ste parolacce.

Davvero, cosa ci trova la gente di così divertente…
…e che cazzo! (Questa è l’ultima, lo giuro!)
In ogni caso, cambiamo registro e iniziamo!

“Un mare rosso sangue sommerge la terra che circonda Hanuda.
Attirati dal suono, gli abitanti del villaggio vengono
inghiottiti dalle acque, riemergendone come Shibito, i Morti viventi.

Ma ci sono dieci sopravvissuti. In momenti diversi dei tre giorni seguenti, ciascuno di loro vivrà attimi di INDICIBILE TERRORE. Solo ricomponendo il puzzle delle loro esperienze si potrà svelare il mistero di quest’incubo.

Acquisiranno la telepatia del SightJack e vedranno con occhi altrui.
Si affideranno all’istinto e si batteranno per sopravvivere.
Ma non ci saranno eroi.”

Cosa vorrà mai fare con quell’ascia in mano? :O

 

Questo è il muro di testo che capeggia furoreggiante nel retro di copertina di Forbidden Siren (o Siren, fuori dall’Europa), il survival horror più strano e MASOCHISTA che abbia mai giocato. “Masochista”,e non a caso, vista la sua difficoltà. Ma andiamo con ordine, che ho veramente tanto da dire.

La trama è così complessa che, prima di iniziare la fatidica “ora di terrore” del singolo protagonista, verremmo spediti verso un vera e propria tabella di marcia indicante l’ora e il giorno dell’evento messo in paragone con gli eventi degli altri dieci sfortunati, con tanto di grafici che lo connettono. Perchè pare che gli eventi degli episodi precedenti possano sbloccare nuove opportunità in seguito, e non necessariamente di un singolo protagonista.

Lo so, ho ripetuto talmente tante volte “protagonista” ed “evento” che il titolo del gioco potrebbe essere PROPRIO QUELLO!

Passiamo alle meccaniche, ma vi chiedo cortesemente di dimenticare tutti gli altri horror che avete giocato. Via Resident Evil, pussa via Alone In The Dark, puah Silent Hill, qui siamo dinanzi a qualcosa di
Molto *Trombone sul DO*,
Molto *Trombone, ancora*,
Molto *Indovinato, ancora lui*
Diverso. *Carl Orff – Carmina Burana*
Innanzitutto sconsiglio vivamente di correre come dei dannati in giro per la mappa o farvi fighi perchè siete armati. Qui vige la regola delle sette “P”: Poco Ponderare Può Portare Probabilmente a Prematura Putrefazione”.

Non pensate di avere a che fare con uno zombie comune, perchè gli Shibito sono goffi, si – ma cognitivamente parlando siete assolutamente alla pari!
Voi vi muovete? Anche loro si muovono.
Voi comunicate? anche loro comunicano.
Voi vi nascondete? Anche loro si nascondono.
Voi vedete uno di loro? Anche loro vi hanno visto.
Ma voi siete decisamente in inferiorità numerica.
Loro hanno già allertato l’intera vallata. Scordatevi anche il concetto di “barra della vita”, poichè bastano due colpi per morire.
Insomma, siete F-R-E-G-A-T-I!
E peggio ancora se pensate che sanno usare le armi!

*Da fondo sala* “Armi bianche?” E NON SOLO. Anche da fuoco, sia da vicino che
(Orrore! ) DA DISTANTE! Iniziate che siete già braccati, e non per modo di dire!
Ma ecco il jolly che spunta dalla vostra tasca, la carta che loro non hanno e che vi farà vincere l’intera mano, se usata in maniera considerata.
Il SightJack, un vero proprio radar insinuatosi nella vostra mente che vi mostrerà tutti gli Shibito, le loro abitudini e tutto comodamente dalla loro prospettiva.
Il non usarlo comprometterà sicuramente l’esito finale, perchè sarete o nella nebbia più fitta o peggio, nel buio più totale, nell’oscurità sembra che gli Shibito vadano persino in berserk. Una volta imparato ad usarlo con la giusta frequenza sarete già a 3/4 della vostra impresa.

La dicitura del retro di copertina cita la frase “Non ci saranno eroi” con una certa enfasi, e non a caso. Difatti noi non saremmo membri della S.T.A.R.S., investigatori a mano armata o padri alla disperata ricerca della propria figlia, oh no. Saremmo le persone più comuni sulla faccia della terra che non sanno nemmeno combattere, a malapena usare la pistola e nel peggiore dei casi bambini.

Si, bambini, gli esseri più indifesi, qui, in questo orrore.
Una volta entrati nei loro panni, sarete consapevoli di essere ancora più fragili della norma e senza alcuna speranza di salvezza se avvistati.

Signori, se siete interessati a questo gioco, vi auguro veramente tanta fortuna, perchè è un’esperienza “a rottura di nervo” e veramente sfiancante.

AH, PICCOLO SPOILER PER LE PROSSIME PUNTATE:
Da qui a fine mese ci sarà almeno un’altra recensione,
ma aspettatevi a fine mese uno speciale…
…veramente speciale.

-Vokes