Vi dirò.

Questo gioco volevo portarvelo per Halloween, però per quel giorno intendo portarvi qualcosa di meglio. Capiamoci subito, non che questo gioco sia di merda, anzi fortunatamente siamo lontani anni luce da Earache (vedi lo scorso articolo).
Brutti come quelli ce ne sono pochissimi, per fortuna.

X-FILES : RESIST OR SERVE per ps2.
Lo so, molti di voi pensavano che esistesse un solo gioco dedicato alla famosa serie, ma in realtà esiste anche questo che non è da considerarsi in alcun modo il seguito del primo gioco. Il primo è un gioco di avventura punta e clicca, questo è un survival horror in tutto e per tutto.

X-files cover

Mulder e Scully si stanno dirigendo a Red Falls in Colorado, per indagare per una sorta di Caccia alle streghe e fermare il tutto, prima che il tutto degeneri in un bagno di sangue. Anche se potete tranquillamente immaginare che il tutto sia già andato tranquillamente in bùschera.
MA ( e c’è un bel “MA” ), non immaginerete MAI in che modo la situazione sia andata a merda.

La cosa che ha subito fatto breccia nel mio cuore è che gli sviluppatori, per creare l’atmosfera di gioco, hanno preso come modelli d’ispirazione le tre saghe
horror principali: Ci si sentirà soli come in Alone In the Dark in questa città
deserta come Silent Hill, il tutto condito con uno stile di gioco simile a Resident Evil ma con una trama sviluppata (punto forte, tenetevi ) dagli scrittori della serie originale! CIOE’, VOGLIAMO FORSE LAMENTARCI?! *Voce alla Wanna Marchi*

 

Mulder X-Files

Il poster non so il perchè, ma ricorda il vecchio poster dello zio Sam. “Vogliamo te”

Nonostante la bontà di tutto ciò, anche questo gioco ha i suoi difetti. Uno di questi, davvero brutto, sono le animazioni. Che non sono legnosi ,DI PIU’.
Vuoi lo sviluppo un pò ballerino che c’è stato dietro, vuoi il fatto che doveva essere un’esclusiva XBox Classic nel 2001 e per nessuna ragione sia passato alla Sony con tre anni di ritardo? Ma, appunto, in tre anni vuoi farle almeno decenti queste stramaledette animazioni? NO. E difatti sembrano tutti dei tronchi di legno in ogni cutscene, per non parlare delle espressioni quasi inesistenti.
Oddio, a dirla tutta, “non è che gli attori cambiassero così tanto espressività negli episodi”.
Ma qua rasentiamo la staticità. E’ grave, cavolo se lo è.

 

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E poi l’esclusività della lingua inglese. Cioè, non è che non capisco l’inglese.
Perchè 3 quarti di dialogo li capisco senza problemi. Se vendi il gioco con il manuale e la copertina tradotti, cosa cavolo ci vuole a tradurre anche il gioco?No?!
“Eh ma in copertina c’è l’avviso che il gioco è in inglese, non puoi dire di non essere stato avvisato.” Ma posso capire se un gioco come Earache che non ha neanche una trama decidi di non tradurmelo, quello può starmi bene.
Ma non un gioco basato su una serie d’indagini, dove capire anche la più piccola pippa mentale è di vitale importanza. E per giunta senza un sottotitolo, si può andare avanti in questo modo?!

Ho detto tutto.
…come?
…se ve lo consiglio da giocare?
…beh, a dire il vero si.
MA ( e c’è di nuovo il bastardo “MA” ) con le dovute riserve. Perchè nonostante tutto sarà dura passare sopra le animazioni e la sola lingua inglese.
Ripeto, sarà dura. Ma non impossibile.

-Vokes