Dopo aver visto le ricerche, ed aver analizzato i dati, il nostro caro presidente Yamauchi si decide a scegliere questa nuova via 😀 Altro articolo della storia Nintendo 😉 Riprendiamo da dove abbiamo lasciato ed andiamo subito ai primi videogiochi di Nintendo.

Yamauchi negoziò una licenza per la manifattura e la vendita del Magnavox videogame system in Giappone. La console riproduceva variazioni rispetto al primo videogioco commercializzato in America, “Pong”. Un raggio di luce veniva ribattuto avanti e indietro tra le racchette che i giocatori controllavano. Con la copertura di plastica affissa sul fronte dello schermo della TV, la luce poteva essere un pallone da football, una pallina da tennis, un pallone di calcio, o uno dei tanti tipi di semplici giochi.

L’operazione Nintendo non fu sofisticata abbastanza da sviluppare e produrre la scheda e i circuti del microprocessore che erano il cuore della console di gioco, così Masayuki Uemura suggerì un’alleanza con un’azienda di elettronica. Nintendo fece squadra con Mitsubishi per costruire la console di gioco e, nel 1977, Nintendo entrò nel mercato casalingo in Giappone con la spettacolare inaugurazione del Color TV Game 6, che permettava di giocare a 6 versioni del tennis. Fu seguito da un più potente sequel, Color TV Game 15. Un milione di unità di entrambe le console vennero vendute. Il team degli ingegneri inoltre sviluppò una console più potente, che rendeva possibile lo sviluppo di giochi più complessi come “Blockbuster”, gioco di corsa. Mezzo milione di unità vennero vendute. Nintendo silenziosamente entrò nel mondo dell’intrattenimento audio-video e si mise in contatto con i consumatori dell’elettronica.

Il successo del Tv game systems permise a Nintendo d’imporsi ancora per un pò, ma non era nè così fantastico nè abbastanza versatile da essere il prodotto rivoluzionario che Yamauchi stava cercando. Mantenne la pressione sugli ingegneri, indirizzandoli all’esplorazione di nuovi modi di fare videogiochi. “Dobbiamo guardare in direzioni differenti,” disse Yamauchi. “Gettare via tutte le vecchie idee in modo da poter venirne fuori con qualcosa di nuovo.”

Il mercato delle calcolatrici elettroniche stava esplodendo proprio in quel momento. C’erano talmente tanti tipi disponibili che il prezzo si ridusse così velocemente come le dimensioni delle stesse, le più piccole venivano vendute a 1000 yen, sotto i 10$. Cos’altro poteva essere fatto con la miniaturizzazione della tecnologia? “Il modo in cui Nintendo si adatta alla tecnologia, non è guardare allo stato delle cose, ma utilizzare una tecnologia matura che può produrre in massa ed in maniera conveniente,” disse Gunpei Yokoi. Egli cercò di realizzare qualcosa di più piccolo, sottile, e leggero, qualcosa che non era mai stato visto; qualcosa che fosse anche divertente.

Ne venne fuori Game & Watch, un videogioco dalle dimensioni di una calcolatrice, con un piccolo orologio digitale nell’angolo. Con i suoi ingegneri, scelse i componenti dalla vecchia azienda di Uemura, Sharp, e sviluppò il più piccolo videogioco mai visto al mondo. Non era il più facile da giocare, i controlli erano piccoli, ma era una novità. Nintendo li spedì in tutto il mondo, a decine, centinaia, migliaia. Molti dei Game & Watch in circolazione erano copie illegali, e Nintendo perse potenziali milioni per tutte le unità non Nintendo fatte in varie città dell’Asia. L’azienda ciò nonostante fece milioni dal fenomenale numero di Game & Watch venduti.

Mentre Yokoi “pensava in piccolo”, Yamauchi aveva altri ingegneri che pensavano in grande. Dopo “Wild Gunman” e il suo primo assaggio nel settore dei giochi arcade, voleva di più che i semplici 100 yen che gli adolescenti da tutti il mondo riversavano nei videogiochi di loro tasca. Giochi popolari come “Space Invaders” avevano avuto un boom nel settore dei giochi a gettone. Yamauchi voleva che Nintendo rivestisse un ruolo primario nelle sale giochi, così il suo team realizzò giochi come “Hellfire”, “Sheriff”, “Sky Skipper”, ed un gioco di guerra chiamato “Radarscope”.

Yamauchi, nel frattempo, teneva innumerevoli meeting con il crescente dipartimento di ricerca e produzione, con un gruppo di designer sotto Masayuki Uemura. Il team di Uemura stava lavorando su quello che stava emergendo come essere il progetto più significativo. Una nuova console, ma una che fosse più sofisticata del Color TV Game 6 e 15. In America, furono rilasciate console che potevano far funzionare molti giochi su cartucce intercambiabili. La tecnologia garantiva che il sistema non divenisse “vecchio e stantio”, così Yamauchi diede il via, a patto che “nuovi ed interessanti” giochi fossero disponibili per questa nuova console.

Yamauchi aveva sviluppato una grande e consistente conoscenza della tecnologia utilizzata, conoscenza acquisita dai colloqui a tarda notte con Uemura e altri ingegneri. Qui si rese conto che le console in sviluppo potessero far ben altro che semplicemente giocare. “Non aveva idea che stava costruendo un computer, ma aveva comunque avuto il suo primo assaggio dell’incredibile potenzialità di un sistema di home-computer travestito come un giocattolo”, diceva Uemura. “Ha visto molto più di quanto ci ha lasciato intendere.” Nel breve termine, Yamauchi vide una console che poteva essere la base di una profonda espansione per la società, se fosse piaciuta abbastanza ai bambini e, se quest’ultimi volevano più e più giochi per giocare sulla console e se Nintendo fosse stato l’unico produttore di tutti quei giochi.

Furono molti gli ostacoli, inclusi un certo numero di concorrenti nel campo. Nel 1983, le console erano già state rilasciate in Giappone dalle aziende degli Stati Uniti (l’Atari 2600 e Commodore Max Machine) e dal Giappone (Epoca Cassette Vision, Bandai Intellivision, Personal Computer M5 di Takara, il piccolo computer da gioco di Tommy Yuta, Casio e Sharp, l’MSX). Yamauchi disse a Uemura che egli doveva “sviluppare qualcosa che le altre aziende non potevano copiare per almeno un anno. Doveva essere talmente buona da non far sorgere alcun dubbio su quale console i clienti dovessero scegliere”.

Chissà quale sarà questa nuova console che Uemura dovrà sviluppare; tanto bella e divertente da non destare alcun dubbio :O Lo vedremo la prossima volta insieme 😀