I successi continuano, ma i problemi sono sempre dietro l’angolo, Nintendo continua la sua avanzata con le pistole laser ma vediamo che da qui a breve ci saranno alcuni problemi economici che porteranno Yamauchi ad indirizzarsi verso nuovi settori. Vediamo nel dettaglio cosa succede in quest’altro articolo della Storia Nintendo 😀

Le pistole laser (Beam Guns) vendevano ancora molto bene, quando Yokoi suggerì a Yamauchi che la stessa tecnologia poteva essere usata in altri modi. A quel tempo il tiro a piattello era uno sport molto popolare in Giappone. Per sfizio, Yokoi aveva comprato un fucile ed era andato in un poligono a provarlo. Al suo ritorno, disse a Yamauchi che quella tecnologia poteva replicare la stessa esperienza del tiro a piattello.

Yamauchi assorbì tutte le informazioni al riguardo, e ne venne fuori con un piano commerciale. Negli anni 60′ c’era stato in Giappone il boom delle sale di bowling. Corsie da Bowling sorsero in tutto il paese. Sin da allora, l’entusiasmo per il bownling stava tramontando e molte sale stavano lentamente chiudendo. Yamauchi decise, visto i prezzi vantaggiosi, di acquisirle e di trasformarle in poco tempo in “poligoni di tiro”. Venivano simulati dei piattelli in fondo ad ogni corsia. La cella solare avrebbe rilevato se il bersaglio veniva colpito ed attraverso un circuito elettronico veniva segnato il punteggio. Non c’era nulla di simile altrove. Era la cosa più vicina al reale tiro al piattello, molto più fedele dei poligoni nei parchi, dove i proiettili di sughero cambiavano facilmente traiettoria col vento.

La tecnologia, comunque, era ancora un pò complicata. Yokoi, che aveva in precedenza detto di avere dei sistemi pronti e funzionanti, incontrò una serie di difficoltà, dall’operazione di spostamento (o spostamento apparente) dei collettori solari alla coordinazione del tempo di sparo con il suono in relazione.

Un altro ingegnere che si era unito a Nintendo fu assegnato al lavoro con Uemura. Il giovane, Genyo Takeda, aveva risposto ad un annuncio su un giornale per fare il toy designer. Quando vide l’annuncio, “si sentii ispirato”.
Takeda, che indossava un impermeabile anche in ambienti chiusi in piena estate, era una colorata aggiunta alla divisione R&D (ricerca e sviluppo). Nato e cresciuto ad Osaka, figlio del presidente di una compagnia di tessuto , si era laureato nel 1970 alla Shizuoka Governmental University di Honshu, dove spesso aveva preso parte al movimento studentesco. Nella scuola, Takeda studiava semiconduttori, ma per divertimento costruiva miniature di locomotive e aeroplani. Quando Gunpei Yokoi lo intervistò, e si rese conto che Takeda si sarebbe facilmente inserito nella sua crescente squadra di ingegneri. Mise Takeda al lavoro con Uemura sul progetto del tiro al piattello.

La stampa documentò la grande apertura del primo Laser Clay Range, al mondo, presso Kyoto nel 1973. Proprio mentre la troupe televisiva stava girando, le pistole laser avevano dei malfunzionamenti. Prima che qualcuno se ne potesse accorgere, Takeda scavalcò il box dei bersagli e si nascose, mise la macchina in manuale, e calciando il sensore, attivava gli obiettivi come se fossero colpiti. Per quello che ne poteva sapere il pubblico televisivo, i tiri a piattello funzionavano senza problemi.

I Nintendo Laser Clay Ranges, divennero un posto alla moda dove passare la sera divertendosi in molte città giapponesi, e presto ci furono anche varianti a tema originali. Nel 1974 arrivò “Wild Gunman”. Un proiettore cinematografico a 16-mm mostrava un breve film di un “maniaco omicida” in fondo alla corsia. Se il giocatore distruggeva il wild gunman prima che lui sparasse, il sensore sullo schermo lo avrebbe rilevato e segnato nel punteggio. Il sistema di proiezione delle immagini fu venduto ad una compagnia, che li esportò in America ed Europa.

Le pistole laser si vendevano a grande velocità, ma il Giappone venne colpito dalla prima carenza mondiale di petrolio nel 1973; l’economia del paese cadde in una spirale, e come effetto indiretto, le sale si svuotarono. Gli ordini dall’estero vennero cancellati e le fatture in sospeso non vennero pagate. Gli investimenti di Nintendo nell’iniziativa erano così grandi, che la compagnia fu in breve sull’orlo del collasso. Yamauchi era ancor più disperato per un prodotto così all’avanguardia.

Un’idea venne fuori da un’amico d’infanzia di Yamauchi. L’uomo era diventato un dirigente del più grosso conglomerato elettronico del Giappone. Durante la cena, una sera del 1975, il discorso era tutto sulle ultime innovazioni tecnologiche nel settore dell’industria elettronica, soprattutto sull’importanza dei semiconduttori e microprocessori. L’interesse di Yamauchi nacque appena si rese conto che queste tecnologie, che stavano rivoluzionando i prodotti per l’ufficio e per il consumo, erano diventate abbastanza convenienti da poter essere utilizzate per i prodotti d’intrattenimento.

Fece delle ricerche sulle prime tracce di un settore che stava emergendo in America. Compagnie come Atari e Magnavox stavano vendendo dispositivi che permettevano di giocare sui televisori di casa.

Bè si, penso proprio che siamo lì vicini ragazzi 🙂 a breve passeremo ai primi giochi elettronici, oserei dire videogiochi 😀