Ogni nuova persona, porta a grandi e piccole idee che portano a nuovi sviluppi nell’azienza. E’ questa la vera forza di Nintendo, creare nuovi ed originali prodotti, e rendere reali idee altrimenti irrealizzabili. Con un nuovo apporto dal punto di vista umano, le risorse difficilmente scarseggiano. Proprio in questo periodo, Nintendo, infatti assume dei grandi lavoratori con le idee giuste per proiettare l’azienda verso il futuro.

Questo è anche il caso di Masayuki Uemura che avevamo appena intravisto la prima volta, ma che questa volta debutterà degnamente nella storia Nintendo 😉

Nato nel 1943, nell’austera e bella Nara, Uemura si trasferì a Kyoro con la sua famiglia per scappare, in tempo di guerra ai bombardamenti; Kyoto era allora una delle città più sicure del Giappone. Suo padre allora vendeva kimono ma faticava a guadagnarsi da vivere (alla fine aprì un negozio di dischi a Osaka). Quando Uemura era un bambino, le ristrettezze economiche della famiglia significavano, che doveva usare la propria immaginazione per inventarsi nuovi giochi e giocattoli per potersi divertire. Masayuki imparò a fare aeroplani radio-controllati dalle parti di scarto che trovava nei mucchi di spazzatura. Il desiderio di creare dispositivi ancora più sofisticati lo portò a farsi strada attraverso un college industriale, dove si formò come tecnico elettronico.

Uemura con il tempo si laureò, non solo poteva costruire giocattoli, ma poteva fare anche ben altro. Così trovò un buon lavoro presso Sharp, che fabbricava prodotti elettronici, come venditore di semiconduttori ottici, utilizzati nelle celle solari. Potevano essere usate per alimentare un faro, o un robot che misurava la quantità di pioggia caduta sulla cima delle montagne.

Il capo ufficio a Kyoto di Sharp, mandò Uemura per delle vendite di routine presso Nintendo per vedere se riusciva a concludere alcuni affari per le celle solari. La visita coincise con il recente mandato di Yamauchi, per Yokoi e i suoi ingegneri, di investigare su nuovi giocattoli elettronici oltre il Love Tester. In un incontro, Yokoi e Uemura conclusero che la cella di Sharp aveva alcune interessanti applicazioni per i prodotti d’intrattenimento. Poco dopo, Yokoi assunse Uemura, ormai lontano da Sharp.

Il giovane ingegnere era felice di lasciare le vendite, ma fu ancora più felice di unirsi a Nintendo per ritornare a fare quello che tanto lo divertiva da bambino: fare giocattoli. “C’era qualcosa di diverso in Nintendo,” trovava Uemura. “Qui c’erano tante persone serie che pensavano a quali contenuti dovesse avere un gioco. Altre compagnie importavano le idee dall’America e le adattavano al mercato Giapponese, rendendole solo più convenienti e piccole. Ma Nintendo era interessata ad idee originali.”

Quando Yokoi vide la batteria a cella solare di Sharp, gli venne in mente un unico modo per poterla utilizzare. Lui e Uemura lo sperimentarono. Celle solari larghe quanto un dollaro d’argento, erano usate per raccogliere e convertire la luce in elettricità. Ma una cella più piccola poteva essere usata come un sensore per rilevare la luce. L’idea di Yokoi era di adattare questa tecnologia in un gioco in cui si sparava, usando i pannelli come bersagli.

Yokoi e Uemura lavorarono su una pistola a luce che poteva essere prodotta a buon prezzo anche per i clienti finali. Il “proiettile” poteva essere un sottile raggio di luce. Se il raggio colpiva il piccolo pannello solare, il pannello poteva produrre o assorbire una carica, in base al circuito. Ad esempio l’elettricità applicata ad magnete poteva essere spenta, così da attivare una carica a molla e liberare l’energia tutta in una volta; una bottiglia di plastica di birra, messa insieme come se fatta da un puzzle, poteva essere fatta esplodere. Un leone poteva ruggire. Una pila di barili poteva essere spazzata via

Ricco di bersagli (il leone, la bottiglia di birra, e cosi via), più di un 1 milione di Pistole a luce (Beam Gun) Nintendo vennero vendute ad un prezzo fra i 4,000 e i 5,000 yen (30-40 € circa) nei primi anni 70′. Nintendo Co., Ltd., quotata in borsa nella prima sezione di Osaka, crebbe rapidamente.

Ora la compagnia necessitava di più spazio per tenere il passo con la domanda di nuovi prodotti, così Yamauchi ampliò ancora una volta Nintendo. Per costruire il nuovo quartier generale, Yamauchi comprò i terreni vicini e un grande lotto vacante accanto la più vecchia costruzione di cemento che era stata impegnata nella fabbrica di hanafuda (Yamauchi mantenne l’attività essenzialmente per nostalgia: le carte rappresentavano un’attività in rapida diminuzione negli affari di Nintendo). La vecchia struttura, che aveva un prato di fronte e qualche albero rado, fu stravolta dalle nuove strutture (furono costruite tre nuove strutture), tutte lisce e high-tech: tre piani, bianco industriale, lastre grandi e rettangolari. Un frizzante cartello blu di Nintendo con kanji e caratteri romani poteva essere visto dai passeggeri sui treni dei pendolari e dalle colline vicine, persino dai giardini del vicino tempio di Tofuku-ji. Una guardiola venne costruita, e dei custodi della Kansai security vennero fatti mettere di guardia, giorno e notte.

Il quartier generale Nintendo è finalmente pronto! E’ più o meno lo stesso che vedremo oggi in visita a Kyoto 😀

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Un saluto e alla prossima 😀