Ciao a tutti e buone feste, per quelle che son già passate e per il nuovo anno che verrà, visto che non penso ci faremo risentire prima del nuovo anno 😛

L’ultima volta avevamo visto come Sekiryo, morente, avesse passato le redini del comando a Hiroshi che si ritrovava quindi ad essere il terzo presidente della Storia Nintendo dalla sua fondazione. Oggi vedremo come rinnoverà dalle radici l’azienda del nonno e come cambierà Nintendo nel corso dei suoi primi anni di gestione.

Hiroshi, dopo aver risposto senza emozioni a quanto il nonno gli disse, accettò ma insistì su alcune condizioni che dovevano essere rispettate. La principale era che lui doveva essere l’unico membro della famiglia all’interno di Nintendo. Questo significava che suo cugino doveva essere licenziato. Hiroshi non voleva messa in discussione la sua carica, come unico erede.

Debole e rattristato, Sekiryo dovette licenziare il cugino, e , nel 1949, Hiroshi Yamauchi fu designato come terzo presidente di Nintendo. L’anziano uomo di li a poco morì, non sapendo se la sua stessa famiglia e l’azienda sarebbero sopravvissute. Non potendo sapere del successo che Hiroshi avrebbe avuto con Nintendo, di come Hiroshi ne avrebbe avuto cura, per Sekiryo rimase solo un maleducato, irrispettoso e viziato bambino. Hiroshi viveva con la consapevolezza che aveva tradito e deluso le aspettative dei due uomini più importanti di tutta la sua vita, suo padre e suo nonno.

Il giovane presidente Yamauchi non fu il benvenuto dagli impiegato di Nintendo. L’essere così giovane ed inesperiente fece preoccupare gli impiegati. Girava già la voce che il nuovo presidente avrebbe dato un taglio agli impiegati di lunga data. Fedele alle aspettative, Yamauchi licenziò ogni manager, uno per uno, rimasto dalla gestione di suo nonno, indipendentemente dagli anni di servizio che avevano dedicato all’interno di Nintendo. Non solo spazzò via tutti i pesi morti, ma anche chiunque avesse un passato conservatore di Nintendo. Non voleva che nessuno della vecchia guardia mettesse in discussione la sua autorità.

Cambiò il nome della compagnia di distribuzione in Nintendo Karuta (Nintendo Playing Cards) nel 1951 e stabilì un nuovo quartier generale aziendale in un lotto che aveva comprato in città, fuori una piccola strada chiamata Takamatsu-cho. Unificò lì tutta la manifattura di Kyoto, modernizzando il processo di produzione delle carte.

Nel tentativo di competere con le più moderne, ed alla moda, carte occidentali, nel 1953 Nintendo iniziò per la prima volta in tutto il Giappone, la produzione delle prime carte plastificate ( tutte le varietà prodotte sin ad allora erano fatte di carta non rivestita). Nel 1959, Nintendo fece il suo primo contratto di licenza, con un’azienda americana, la Walt Disney. Le nuove carte da gioco che riportavano immagini di Mickey Mouse e altri personaggi Disney, espansero il mercato di Nintendo includendo anche i bambini e le famiglie. Le carte Disney erano pubblicizzate in televisione. Per raggiungere il nuovo mercato, Yamauchi organizzò un nuovo sistema di distribuzione che avrebbe portato le carte in reparti più grandi e nei negozi di giocattoli.

Il risultato fu istantaneo: le vendite di Nintendo salirono vertiginosamente. La compagnia vendette il numero record di 600.000 pacchi quell’anno.

Hiroshi, un pò come il nonno, inizio con polso fermo e determinato a portare in alto il nome dell’azienda di famiglia, ma tutto a modo suo, cancellando in parte il passato e l’amministrazione passata ed imprimendo un proprio segno in Nintendo, che lui stesso stava adesso plasmando. Il primo periodo vedendo i risultati raggiunti da Hiroshi, difficilmente potremmo dire che il vecchio Sekiryio avesse ragione, anzi, sembra proprio che il nipote tanto disprezzato, abbia in realtà molta passione nel fare il proprio lavoro.

Cosa aspetterà adesso ad Hiroshi e Nintendo? Bè, ovviamente state con noi e lo scopriremo insieme 😀 Vi auguriamo un Buon Anno qui dalla Stanza Videoludica 🙂

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